Prima la consultazione con gli alleati poi il confronto con il Pd. Non è stato però ancora dato mandato al sindaco di attivarsi per la nuova squadra di governo ma piuttosto per la stesura comune di un programma politico-programmatico. Ma nonostante i buoni propositi, le divergenze non palesate nel corso della riunione sembrano rimanere. Per i dissidenti che si incontreranno lunedì, 'game over', non ci sono più possibilità per ritrovare l’unione proprio perché il tutto si sta riducendo a un mero rimpasto di giunta.
Pure Mirco Piersanti e Andrea Nobili che avevano dato la loro disponibilità a entrare nel nuovo esecutivo, 'per spirito di sacrificio', sarebbero intenzionati a non rispondere più a un appello di un maestro senza cattedra.
A loro, e la lista è ancora lunga, si uniscono anche i Comunisti italiani che proporranno di azzerare completamente la giunta Sturani concependone una totalmente nuova.
Ipotesi difficile da attuare, ma in caso contrario chiedono di andare subito alle urne. La prospettiva piace anche ai Verdi di Daniele Tagliacozzo. Alzano i toni anche i Socialisti che in una nota del direttivo comunale chiedono che ci sia "una posizione chiara e netta per il completamento della legislatura oppure verrà a porsi, come dovuta, la valutazione di decidere l’opportunità di abbandonare questa maggioranza".
I Socialisti sono convinti che attorno all’intera vicenda giudiziaria del sindaco "stia assurgendo un terreno di scontro politico tutto interno al Partito democratico, su cui ognuno sembrerebbe legittimato ad azionare la propria speculazione di parte". Anche l’onorevole David Favia dell’Italia dei Valori, in assenza di una soluzione politico-programmatica afferma che "ben vengano anche il commissario e le elezioni, che sarebbero senz’altro nel 2009, o anche nel 2010, ovviamente previso ricorso al Tar contro l’interpretazione del ministero".
E interviene anche la segretaria regionale del Pd, Sara Giannini: "O c’è un rilancio programmatico e strutturale dell’amministrazione, e si va avanti fino al 2011, o si va alle urne. In questi giorni il sindaco valuterà se c’è la possibilità di costruire questo progetto di rilancio". Intanto sul pasticcio interpretativo, che poi così non si è rivelato, il sindaco Sturani all’indomani delle accuse le rigetta e spiega come sono andate le cose.
"Dopo l’arrivo della lettera circolare del ministero dell’Interno relativa ‘alle elezioni dei consigli comunali e provinciali che devono essere rinnovati per motivi diversi dalla scadenza di mandato’, amareggiato e indignato respingo tutte le illazioni, rispetto a miei presunti artifizi procedurali e temporali".
La lettera circolare, indirizzata alle Prefetture, "è stata spedita il 4 febbraio - spiega ancora Sturani - è giunta in Prefettura il 5 ed è stata girata al Comune il 6 febbraio. Fuori tempo, cioè, rispetto alle scadenze entro le quali, per legge, si devono verificare le ‘condizioni che rendono necessario il rinnovo’ dei consigli comunali. Nel rispetto della legge, ho ufficializzato la mia posizione dopo essermi consultato, quanto alle modalità e alle procedure, con gli uffici comunali e le istituzioni a questo fine preposte. Le scadenze previste erano state, inoltre, oggetto di informativa anche alla conferenza dei capigruppo".
Questione di secondi la replica del consigliere regionale di Forza Italia, Giacomo Bugaro. "Che Sturani si dica indignato è veramente paradossale rispetto alle modalità con cui ha presentato le dimissioni. Ad essere indignati sono i cittadini". Si prepara invece alle elezioni il comitato Noi per Ancona pronto a costituire una nuova lista civica.
da "Il Resto del Carlino"
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Abbiamo pubblicato questo articolo perché bisogna capire che il destino politico del capoluogo va a influenzare in maniera decisiva il destino di tutta la provincia ma soprattutto dei comuni limitrofi come il nostro.
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